I vigneti delle Cinque Terre non sono romantiche pianure. Sono strette terrazze di pietra scavate nei ripidi pendii sopra il mare. La gente del posto li chiama"vini eroici". Tutto viene fatto a mano, dalla raccolta al trasporto dell'uva. Non ci sono trattori, solo persone, ceste e scale infinite.
È qui che si produce lo Sciacchetrà con le varietà tradizionali:
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Bosco
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Albarola
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Vermentino
Il segreto del gusto: l'appassimento delle uve
Ciò che rende lo Sciacchetrà davvero speciale è un processo chiamato appassimento.
Dopo la vendemmia, le uve non vengono pressate immediatamente. Vengono invece lasciate ad appassire su graticci o su paglia per diverse settimane o mesi. Durante questo periodo, perdono acqua, concentrano gli zuccheri e sviluppano aromi complessi.
Il risultato è un vino denso e dolce, con note di albicocche secche, miele, caramello e frutta candita. Allo stesso tempo, conserva una sorprendente freschezza grazie al clima marittimo.
Perché lo Sciacchetrà è così raro
La produzione di questo vino è estremamente limitata. Le ragioni sono molteplici: difficile lavoro manuale sui terrazzamenti, piccole quantità di uva, lungo processo di produzione, bassa resa (poche uve producono molto vino).
Per questo motivo lo Sciacchetrà è uno dei vini più costosi della Liguria.
Come gustare lo Sciacchetrà
Lo Sciacchetrà non va bevuto "per sete". È un vino da gustare lentamente.
È ideale come digestivo dopo cena, con i dolci (ad esempio gli amaretti) o da solo. Si serve in piccoli bicchieri, leggermente ghiacciati.
Un assaggio di Liguria in una sola goccia
Lo Sciacchetrà non è un vino da carne. Non è facilmente reperibile. E forse è per questo che ha un fascino così forte. Quando lo assaggerete proprio alle Cinque Terre, con vista sul mare e sui vigneti, capirete perché la gente del posto lo considera un tesoro.